Blanche (Viginie Efira) incontra Gregoire
(Melvil Poupaud) e, pensando di aver trovato l’uomo giusto, dopo una breve
relazione lo sposa. Adducendo motivi di lavoro l’uomo le dice che devono
trasferirsi nel nord est della Francia e la donna, per amore, accetta di abbandonare
la cittadina di mare in cui ha sempre vissuto. In seguito, Blanche scopre che
il trasferimento è stato richiesto dal marito e capisce che l’uomo la vuole
tutta per sé, senza condividerla con la famiglia d’origine o con le colleghe
del lavoro. All’inizio è lusingata da questa attenzione rivoltale ma ben presto
si rende conto che tutto è motivato dalla grande gelosia di Gregoire, un
sentimento pieno di ansia, sospetto e insicurezza che lo porteranno a
conseguenze estreme. La regista Valerie Donzelli (“La reine des pommes”, “La
guerra è dichiarata”) ha spesso guardato alle donne e alle problematiche legate
all’amore. Qui si interessa di come una donna che subisce una vita piena di
dubbi, di gelosia e di minacce cerchi di liberarsi da una tale schiavitù e
possessività in cui il marito la rinchiude. Seguendo il libro da cui trae
origine (“L’amour et les forets” di Eric Rheinhart) è interesse della regista
mostrare come Blanche sia caduta nella trappola d’amore di Gregoire e come sia riuscita a evitare che la sua storia si
trasformasse in un femminicidio. C’è grande ritmo e tensione degna di un
thriller, in questo caso psicologico. Presentato a Cannes 2023 la pellicola,
che si avvale delle ottime interpretazioni di Virginie Efira e di Melvil
Poupaud esce in Italia con un anno di ritardo. Un’opera interessante e
emozionante, resa forte da un’ottima sceneggiatura che convince (premiata come
Miglior sceneggiatura non originale ai recenti Cesar 2024). Da non perdere. Al
cinema.
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mercoledì 1 maggio 2024
IL CORAGGIO DI BLANCHE di Valerie Donzelli
martedì 5 dicembre 2023
UN COLPO DI FORTUNA di Woody Allen
Udite udite, Woody Allen è
tornato! Intendiamoci, non che sia mai veramente partito. Il fatto è che negli
ultimi anni i suoi film erano un po’, come dire, insipidi, mai realmente
interessanti; c’è da dire che non è facile, per nessuno direi, scrivere e
dirigere un film all’anno, c’è il rischio di perdersi nella scrittura, nella
direzione, figuriamoci nelle idee. Poi a 85 anni, dopo il suo precedente
“Rifkin’s Festival” decide evidentemente di fermarsi e festeggiare degnamente
la sua bella età. Questo lo ipotizziamo noi. Fatto sta che tra quel film e
l’attuale “Un colpo di fortuna” passano tre anni e le idee tornano alla grande. E
più che di fortuna parlerei di colpo di genio. Certo, perché Woody torna a
Parigi, dopo il gradevole “Midnight in Paris” del 2011, e decide che il suo
nuovo film sarà in francese, con attori (e che attori!) francesi e la tematica
una delle più amate da Allen: l’amore contrastato, il dramma e il caso. La
mente va, giustamente, a “Match Point”. Jean (un ottimo Melvil Poupaud!) è
sposato con Fanny (la semisconosciuta e brava Lou de Laâge) da
alcuni anni: la loro vita sembra perfetta, entrambi sono realizzati nel lavoro,
vivono in una bella casa, eppure un sottile strato di noia si è incuneato nel
loro rapporto di coppia. Perciò quando Fanny incontra casualmente per strada
Alain, (il bravo Niels Schneider) suo ex compagno di liceo che la riempie di
attenzioni e dice di amarla dai tempi della scuola, la donna si sente
lusingata e mano a mano rimane sempre più attratta dall’uomo. Tra di loro
inizia una relazione che diventa ben presto molto importante tanto che Fanny
vorrebbe lasciare il marito. A questo punto … vi lascio e non vi dico più
nulla. Woody Allen ci piaceva molto con la sua comicità e il suo umorismo degli
inizi, ora ancor di più ci piace questa fase assai matura in cui i sentimenti e
il dramma hanno preso sempre più il sopravvento. Qui è bravo, ca va sans dire,
nel presentare i fatti senza compiacimento né giudizi, nei dialoghi quasi
rohmeriani sull’amore, nel rendere il tutto così naturale che sembra che la
storia si racconti da sé. Spunta qua e là il suo vecchio e caro umorismo, forse
un po’ nero. Da non perdere. Al cinema.
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