Here, ovvero qui. Il nuovo film di Robert Zemeckis parla di un luogo qualunque, un piccolo quadrato di terra dai tempi dei dinosauri ai giorni nostri, seguendo le vicende di una tipica famiglia americana. Gioca con il tempo, e alterna passato, presente e futuro a volte anche simultaneamente, come a dire che il tempo, in un certo senso è sempre quello, e l'uomo non è cambiato nelle sue manifestazioni di vita, di amore e di morte. La macchina da presa inquadra sempre lo stesso perimetro mentre quadrati e rettangoli digitali compaiono e si aprono sulla scena passando alla successiva, nel passato remoto o prossimo in un'alternanza temporale che prosegue per tutto il film. Che, va detto, in questo è senza dubbio geniale, però alla lunga il gioco annoia un po', nella sua ripetitività formale alla ricerca del proprio stile. Discutibile, ma efficace, girare con l'IA che modifica le età filmiche dei due protagonisti principali. In questo modo Tom Hanks e Robin Wright possono interpretare i loro ruoli sia da giovani (il ringiovanimento con IA e' strano nel risultato) che da meno giovani. Il film però soffre del limite dello spazio racchiuso che lo trasforma quasi in un kammerspiel stucchevole e noioso che tradisce l'idea di partenza dello script (del pur ottimo Eric Roth), un graphic novel dell'americano Richard McGuire. Questa sofferenza lo imprigiona in una mera operazione stilistica che poco emoziona e interessa perché si ha l'impressione di guardare una storia già vista altre volte, seppur raccontata in modo differente. Detto ciò il film è senza dubbio originale e merita la visione. Al cinema.
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giovedì 30 gennaio 2025
venerdì 24 novembre 2023
THE KILLER
Parigi: dalla stanza di un
appartamento vuoto un killer professionista, metodico e rigoroso, si prepara al
proprio incarico: uccidere un uomo in una camera di un’abitazione situata a diversi
centinaia di metri da lui. Mentre attende il momento propizio un flusso di coscienza
continuo ci parla del suo lavoro come di una routine noiosa, dove la mancanza
di empatia favorisce il proprio compito. Armato di fucile di alta precisione il
killer si dispone a compiere il suo lavoro, ma proprio sul momento di sparare una
donna si frappone tra lui e l’obiettivo e il killer fallisce. Da quel momento
in poi la sua vita si complica e dovrà fare i conti con chi cerca di eliminarlo
perché ha fallito nel suo compito. L’ultima opera di David Fincher, adattamento
cinematografico dell’omonima graphic novel scritta e illustrata dai francesi
Matz e Luc Jacomon, è un action thriller diviso in sei parti ed è molto
godibile, sia per come viene narrata la vicenda, sia per la costante tensione
che si respira, aiutata molto anche dalle sonorità elettroniche di Trent Reznor
e Atticus Ross e dal montaggio preciso di Kirk Baxter, veterano dei film di Finch.
Il killer (un gelido e imperscrutabile Michael Fassbender) non parla molto eppure
suscita nello spettatore quell’empatia un po’ perversa verso un criminale perseguitato
“solo” per aver fallito il proprio lavoro e che uccide per vendicarsi. Presentato
in concorso al Festival di Venezia il film è uscito per pochi giorni solo in alcune
sale e poi è stato distribuito (come il precedente “Mank”) da Netflix. Nel cast
di questo bel film anche Charles Parnell e Tilda Swinton. Da notare la colonna
sonora, composta quasi interamente da canzoni degli Smiths. Su Netflix.

