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venerdì 13 settembre 2024

CAMPO DI BATTAGLIA di Gianni Amelio

 


Fin dalla prima scena in cui compare Stefano (l'ottimo Gabriel Montesi), ufficiale medico integerrimo che non ama il suo lavoro eppure lo fa, capiamo il suo carattere forte e inflessibile. Deve esserlo, se vuole scoprire chi tra i malati dell'ospedale in cui lavora è un vero ferito di guerra (la prima, qui presa nell'anno della vittoria, il 1918) o un vigliacco che si è ferito da solo per non tornare al fronte. Nel compito lo aiuta Giulio (uno strepitoso Alessandro Borghi) suo amico dai tempi dell'università e l'infermiera Anna (la bravissima Federica Rosellini). Qualcuno però, all'interno dell'ospedale sta aiutando i soldati, aggravando le loro ferite per non farli tornare in trincea. Nel frattempo incombe la terribile febbre spagnola. Se l’intento di Gianni Amelio era quello di fare un affresco storico dell’Italia di quell’epoca, tanto di cappello, da quel punto di vista il film è bellissimo, anche visivamente ed è perfetto e ben calibrato nei tempi e nella recitazione di tutti, attori principali e secondari. Inoltre parlare dell’orrore della guerra senza mai mostrarla, a parte l’inizio in cui un soldato aggira un cumulo di morti per prender loro qualunque cosa non serva più ai defunti, è un’ottima idea. Crediamo invece che il luogo del “campo di battaglia” del titolo sia lo strano rapporto che si crea tra i due ufficiali medici, divisi da una visione differente del senso del dovere e del patriottismo ma uniti da un’amicizia forte. Liberamente tratto da “La sfida” di Carlo Patriarca e scritto con Alberto Taraglio (come i precedenti “La tenerezza” e “Hammamet”) l’opera risente del metodo lavorativo di Amelio che scrive e poi in fase di shooting aggiunge nuove scene o modifica le stesse più volte. Questa lavorazione ha probabilmente prodotto una sorta di divisione in due del film: il passaggio tra la fine della guerra (e del conflitto tra i due medici) e l’arrivo funesto della febbre spagnola (che ricorda tanto il Covid) è troppo repentino e i personaggi mutano i loro caratteri in (troppo) poco tempo dando l’idea della scrittura a tavolino. Inoltre la figura di Anna ha poco spessore, sembra più una figurina, la Rosellini è molto brava, ma poco può per rendere un’immagine reale el suo personaggio. Meglio definiti al contrario i ruoli maschili. E’ un peccato perché il film è veramente bello e merita, comunque, la visione. Al cinema.

giovedì 16 maggio 2024

CONFIDENZA di Daniele Luchetti

 


Pietro (Elio Germano) è un insegnante di un liceo alla periferia di Roma che intesse una relazione con l’ex studentessa Teresa (Federica Rosellini). Tra i due nasce una storia d’amore appassionata, ma la ragazza cerca un legame maggiore con il suo amante e gli chiede di fare una sorta di gioco: ognuno deve raccontare un segreto terribile della loro vita, qualcosa che nessuno ha mai osato rivelare e che potrebbe, se scoperto, rovinare la propria vita. Saputo il segreto dell’uomo, Teresa si allontana e lo lascia. Pietro si rifa una vita, sposa una collega insegnante, mentre Teresa si trasferisce in America per svolgere i propri studi in matematica che la faranno diventare una luminare di fama mondiale. Saltuariamente si rivedono o si sentono, divisi nella vita ma uniti dal loro segreto. Daniele Luchetti ritrova Domenico Starnone (autore del libro omonimo) e Francesco Piccolo (coautore della sceneggiatura) anche in questo brillante e azzeccato nuovo film (dopo il precedente “Lacci”, del 2020). L’idea è geniale: partire da un segreto e sulla base di questa rivelazione costruire la trama di una vita basata sul dubbio, sulla paura, sull’angoscia che tale confidenza possa essere rivelata. In questo senso Luchetti “costruisce”, fin dall’inizio del film, alcune scene irreali, scaturite dal’immaginario perverso di un uomo impaurito e angosciato che ha fatto del terrore la propria vita. Si indaga con notevole arguzia il rapporto di forza che può far parte della vita di una coppia e come la troppa intimità possa risultare opprimente. In questa direzione sembra andare il film, appassionante e interessante, dove il legame imprescindibile tra paura e amore diventa reale e minaccioso, dando un’impronta thriller (dei sentimenti) dal ritmo serrato. Luchetti affida all’ottimo e fidato Elio Germano il ruolo di Pietro mentre per la figura di Teresa ricorre alla semi sconosciuta Federica Rosellini, tanto brava quanto inquietante, capace di terrorizzare Pietro con poche parole. La musica originale è composta da Thom Yorke (frontman dei Radiohead). Un gran bel film da non perdere. Al cinema.