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sabato 2 novembre 2024

IL TEMPO CHE CI VUOLE di Francesca Comencini

 


Francesca Comencini scrive e dirige un film autobiografico, sulla figura del padre Luigi e del rapporto avuto con lui fin dall'infanzia. In seguito, mentre il paese è martoriato dagli anni di piombo e dalla ribellione contro sistema e famiglia, la giovane combatte contro la tossicodipendenza in cui è caduta. Per questo è aiutata dal padre che mette da parte il proprio lavoro  e la porta a Parigi per "il tempo che ci vuole" a curarla e a farla star bene. Forse discutibile ma di grande effetto l'operazione in scrittura e shooting del rapporto che Francesca ha avuto col genitore: esclude dal racconto la madre e le tre sorelle per sottolineare l'importanza esclusiva della relazione che riguardava solo lei e il padre. Ne esce un ritratto mirabile di un uomo di altri tempi, un signore gentile ma deciso nel far rispettare i diritti suoi e della figlia. Già Truffaut (e molti altri dopo di lui) ci avevano mostrato la bellezza del cinema che racconta e mostra il cinema: al pari qui Francesca Comencini ricorda la sua partecipazione da bambina a “Le avventure di Pinocchio”, famoso sceneggiato tv scritto e realizzato dal padre con Manfredi, Lollobrigida, Franchi e Ingrassia. Così come la vediamo sul set del film di Luigi Comencini “Un ragazzo di Calabria” sceneggiato insieme al padre. Il punto di forza della pellicola è proprio “Il tempo che ci vuole” a mostrare la bellezza dell'innamoramento psichico che una figlia può avere per il padre. Ne esce l’immagine di un rapporto commovente e emozionante, così come emozionanti sono i due fantastici interpreti, Fabrizio Gifuni e Romana Maggiora Vergano. Da vedere. Al cinema.

giovedì 21 dicembre 2023

C'E' ANCORA DOMANI di Paola Cortellesi

Roma, 1946: pochi giorni prima del referendum per scegliere tra monarchia e repubblica, nella città del dopoguerra, devastata dal conflitto mondiale e dalla povertà, Delia (una bravissima Paola Cortellesi), madre di tre figli e moglie del violento Ivano (un minaccioso Valerio Mastandrea) si arrabatta per permettere alla propria famiglia di condurre una vita modesta ma dignitosa: fa punture a domicilio, ripara ombrelli, ricama e cuce biancheria intima per un negozio. Il marito non perde occasione per punirla e umiliarla mentre la figlia maggiore Marcella (la brava Romana Maggiora Vergano) prova disprezzo verso la madre per gli abusi che subisce senza ribattere. Un giorno Delia riceve una lettera che all’inizio butta e che poi riprende dandole la dovuta importanza. Partita da una sua idea e ispirandosi anche ai racconti della propria nonna e bisnonna, Paola Cortellesi, al debutto come regista scrive una sceneggiatura (insieme a Furio Andreotti e Giulia Calenda) robusta e senza fronzoli che mira direttamente al cuore della situazione femminile nel secondo dopoguerra, asservita da un umiliante patriarcato. Ne esce fuori un resoconto di brutale diseguaglianza tra sessi e ceti sociali che non lascia indifferenti e che, a tratti, è ancora attuale. Girato in un bianco e nero simil-neorealista, alterna momenti da commedia a scene molto drammatiche, a volte geniali, dando un ritmo ben preciso alla storia, che non ha cadute né lungaggini. Uscito a fine ottobre è il secondo film più visto dell’anno dopo Barbie di Greta Gerwig. Nel cast anche Vinicio Marchioni e un grande Giorgio Colangeli. Presentato alla festa del cinema di Roma ha vinto il Premio Speciale della Giuria, il premio per la Migliore Opera Prima e il Premio del Pubblico. Premiato anche ai David di Donatello 2024 (Miglior regista esordiente, Miglior sceneggiatura originale, Miglior attrice protagonista, Miglior attrice non protagonista, David dello spettatore e David Giovani. Da non perdere.
Al cinema.

Buon Natale a tutti voi.