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sabato 8 febbraio 2025

IO SONO ANCORA QUI di Walter Salles


Rio de Janeiro, 1970: Eunice e Rubens Paiva sono una coppia sulla quarantina, hanno 5 figli di varie età, conducono una vita borghese (con tanto di tata che si occupa della casa, della cucina e a volte dei figli) nella loro villa di fronte alla spiaggia. Si sta avvicinando il Natale e la vita al sole e al mare è spensierata, senza problemi, nonostante la dittatura instauratasi nel 1964 ha espulso dalla vita politica Paiva, ex deputato che svolge il suo lavoro di ingegnere; la moglie invece si occupa dei figli. Storicamente siamo nel pieno del regime, alcuni amici di Paiva partono per l'estero e lui gli affida Veroca, la loro figlia più grande perché vada a Londra, per studiare e vivere tranquilla, senza la paura che incutono i militari che girano per la città. Poi un giorno, Rubens viene "prelevato" da alcuni uomini per una deposizione. Dopo un giorno anche Eunice e Eliana, la figlia più grande rimasta, vengono prelevate e incarcerate. La figlia torna a casa il giorno successivo, mentre la madre rimane incarcerata per più di una settimana, in cui le viene chiesto ripetutamente delle attività sovversive del marito e se in un album pieno di fotografie di ricercati vede qualcuno che conosce. Eunice, che non ha nulla da dire viene rilasciata e inizia in seguito la trafila per capire dove sia il marito. Il Brasile, come i vicini di territorio (Argentina e Cile) ha avuto la sua dittatura terribile e violenta tra il 1964 e il 1985. Walter Salles regista dal forte impatto visivo (ricordate “Central Do Brasil” del 1998?) ci regala una pellicola forte e cruda, ma più che le brutture fisiche e violente delle torture e delle morti, mostra gli effetti che questi eventi hanno su una famiglia che fino a allora ha vissuto la propria vita con allegria, con una gioia quasi primordiale. In questo senso anche il figlio piccolo, Marcelo, scapestrato bimbo appassionato del pallone e del mare che ne ha sempre una, si placa intuendo che qualcosa non va, perché il padre non torna, cosa è successo? È indagando gli sguardi di Eunice (una stupenda, vibrante e emozionante Fernanda Torres), costretta a nascondere la propria disperazione al figli piccoli e vivendola con le figlie grandi, che l'orrore e l'umiliazione della dittatura vengono mostrate. E l'immagine che ne fa il regista brasiliano è il suo sguardo interrogante: perché? Perché tutto questo? Perché costringere persone serie, rette e oneste all'umiliazione di una colpa che non esiste, non c'è? Salles osserva, mostra, non giudica ma il suo sguardo, come la sua mano nel dirigere la storia (tratta dal libro omonimo di Marcelo Rubens Paiva) e un cast di attori fenomenale è ferma e sicura. Sicura come la certezza che simili vicende non dovrebbero mai (più) capitare. Un film splendido, che non cede mai al melodramma o al pietismo, emoziona e va dritto al cuore. Un thriller dell'anima, per conoscere e dire no a qualunque privazione forzata della libertà. Meritatissimo Oscar come miglior film internazionale e Golden Globe a Fernanda Torres (candidata anche agli Oscar) per la migliore attrice in un film drammatico. Miglior sceneggiatura a Venezia 2024. Da non perdere. Al cinema.

martedì 7 gennaio 2025

EMILIA PEREZ di Jacques Audiard



Rita (una strepitosa Zoe Saldana) è una giovane avvocata messicana che scrive i testi delle arringhe per il suo capo. È molto insoddisfatta del suo lavoro e quando riceve una telefonata da un uomo misterioso che le chiede se vuole essere ricca, accetta di andare all'appuntamento che l'uomo le propone. Al luogo indicato viene però rapita, incappucciata e trasportata al cospetto di Manitas Del Monte, boss di un potente cartello della droga che le fa una proposta di lavoro. Rita accetta e da quel momento la vita di entrambi non sarà più la stessa. Jacques Audiard scrive (!) e dirige un film particolare che gioca con i generi (letteralmente, è il caso di dirlo): commedia, dramma, musicale. Per cui può capitare che l'attrice Karla Sofia Gascon (più che giustamente premiata quale miglior attrice a Cannes 2024) interpreti un doppio ruolo, sia maschile che femminile. Per lei, prima attrice transgender a essere premiata a un festival, deve essere stata una sfida e una soddisfazione notevole. Il film è musicato nel senso che spesso invece di dialogare i personaggi cantano e ballano, ma il tutto è leggiadro e magnetico, senza forzature. E caratterizzato: il boss Manitas per convincere Rita "canta" un rap sussurrato e efficace. Il ritmo del film è serrato e se per i primi 30 minuti vola e travolge, rallenta nella parte centrale per dare spazio alla vicenda per poi volare nuovamente nell'ultima parte. Un film forte, che Audiard, regista 72enne in ottima forma, dirige con mano decisa e ben ferma, tutto è calibrato, senza sbavature o lungaggini. Anche perché i suoi sono personaggi forti, dei combattenti che non si fanno piegare dalla vita. Il suo cinema è fatto di storie uniche e irripetibili, storie di incontri tra uomini (e donne) e mondi apparentemente inconciliabili vuoi per etnia (Dheepan), vuoi per classi sociali (Un sapore di ruggine e ossa), vuoi per disabilità (Sulle mie labbra). E questo bellissimo e intrigante Emilia Perez è un film dalla trama geniale e dalla sostanza carnosa, pulsante come il cuore che racconta di sentimenti, di violenza e tenerezza, di rivalsa e di amore. E di travolgente magia, perché il cinema è magico, ci trasporta in mondi a volte lontani da noi e dalle nostre vite eppure (ci) parla, nutre la nostra anima e i nostri desideri. Come una ninna nanna al contrario, cantata a mezza voce da una bambina alla madre, e non viceversa. Musiche scritte da Camille Dalmais e Clement Ducol, testi anche dello stesso Audiard. È un film premiato ovunque, a partire dai recenti Golden Globe (Miglior film commedia o musicale, Migliore attrice non protagonista a Zoe Saldana, Miglior film straniero, miglior canzone “El mal”) per arrivare a Cannes 2024 (Premio interpretazione femminile al cast femminile, Premio della Giuria), passando per lo European Film Awards 2024 (Migliori film, regia, interprete Karla Sofia Gascon, sceneggiatura, montaggio)  e altri ancora. Da vedere e rivedere, possibilmente in lingua originale, al cinema.

giovedì 18 gennaio 2024

THE HOLDOVERS - LEZIONI DI VITA di Alexander Payne

 

Un severo insegnante americano di mezza età si trova costretto a passare le vacanze natalizie nel collegio, dove insegna da una vita, insieme a uno studente brillante e svogliato e a una cuoca che ha appena perso il figlio in Vietnam. È ambientato nel New England del 1970 il nuovo film di Alexander Payne, che ebbe una insperata notorietà per "Paradiso nero" (2011) e un buon successo con "A proposito di Schmidt" (2002) e "Sideways" (2004), quest'ultimo con Paul Giamatti. Proprio a Giamatti, ottimo caratterista (appena premiato con il Golden Globe per Migliore attore per film commedia o musicale) Payne affida il ruolo dell'insegnante severo. Che se è tale è certamente per una serie di motivi, che si sveleranno nel film. Il tema non è certo nuovo: come possano, in una situazione di forza maggiore, due persone molto diverse per carattere e vita prima scontrarsi e poi parlarsi e capirsi. A loro si aggiunge la figura femminile della cuoca (la brava Da'Vine Joy Randolph, anche lei premiata con il Golden Globe per Miglior Attrice non protagonista e l'Oscar per la stessa categoria) che non fa da collante tra i due ma in qualche modo li tiene a bada. Il film è una commedia piena di ironia in cui si sorride molto; l'operazione funziona, è credibile e godibile, ha un buon ritmo e una regia pacata e efficace. Gli attori rendono al meglio nelle situazioni che la sceneggiatura, scritta dal qui anche produttore David Hemingson (al suo debutto come scrittore per il cinema), propone loro. Sullo sfondo della storia il dramma del Vietnam e dei rapporti interpersonali oltreché razziali. Prendetevi due ore e poco più per godervi questa storia tranquilla e divertente, leggera eppure un po' amara, come sempre nello stile di Payne. Ottima anche la prova dell'esordiente Dominic Sessa, scelto tra dodici candidati e che Variety cita nella lista dei 10 migliori nuovi attori da seguire in futuro. Al cinema.