Carla
Novak è la nuova insegnante di una classe media presso una scuola tedesca. Di
impianto idealista, cerca di far luce su una serie di furti avvenuti nella sala
professori. Decide di indagare personalmente e per questo registra con la
camera del proprio computer la sua giacca, poggiata su una sedia, con il
portafoglio dentro una tasca, nella speranza di poter identificare il ladro. Le
conseguenze del suo gesto scateneranno una serie di reazioni a cascata.
All’inizio non sembra accader nulla, poi succede qualunque cosa, tra discriminazione
sociale, bullismo, violazione della privacy e molto altro. Il regista tedesco
di origine turca Ilker Çatak per parlare della società nel suo complesso
parte da una situazione che avviene in
una scuola: c’è un capo di Stato (la preside e il consiglio dei docenti) che detiene
il potere, c’è il popolo (rappresentato dagli studenti), c’è l’organo di stampa
che racconta la sua verità (il giornalino della scuola). Per dare il senso di
pressione in cui il personaggio principale, interpretato da un’ottima Leonie
Benesch (Il nastro bianco, Lezioni di persiano, Babylon Berlin) e gli altri
insegnanti si muovono sceglie uno schermo a 4:3, un formato che non lascia
spazio. Lo spettatore è catturato dal racconto e, grazie a una scrittura efficace
e dal montaggio veloce e misurato, segue con attenzione trepidante e empatica
lo svolgersi degli eventi. Candidato agli Oscar per il miglior film
internazionale ha già conquistato svariati premi: Cicae Art Cinema Awards al
Festival di Berlino 2023, German Film Awards 2023 (Miglior film, miglior regia,
miglior attrice a Leonie Benesch, miglior sceneggiatura, miglior montaggio). Un
film molto interessante da non sottovalutare. Al cinema.

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