Siete
una coppia che parte da Barcellona diretta a Miami con l’intento di rifarvi una
vita. Siete pieni di dubbi, speranze, paure. Vi chiedete se questa è la scelta
giusta, lasciar tutto e ricominciare in un altro luogo, in un altro mondo.
Forse un giorno ripenserete a questo momento, ma ora no, ora siete pronti per andar
via, avete salutato i vostri cari, quelli che lasciate a casa e partite. Tutti
questi pensieri sono incarnati nei visi dei due attori, i bravissimi Alberto
Amman (Cella 211, Narcos, Griselda) e Bruna Cusi e vederli nell’aereo e poi
atterrare felici allo scalo di New York ce li fa sentire vicini, simpatici. Fai
il tifo per loro, per Diego, pianificatore urbano venezuelano e Elena,
ballerina catalana, perché sono due persone coraggiose che insieme hanno deciso
di provarci. Solo che al controllo passaporti a New York vengono fermati e
interrogati da un funzionario della polizia di confine. I due, nel corso del
duro e intenso interrogatorio, scopriranno segreti e verità su ognuno di loro. E’
un film piccolo piccolo (anche nella durata, 75 minuti) questo esordio alla
regia in un lungometraggio di Alejandro Rojas e Juan
Sebastian Vasquez: ambientato per
lo più nella stanza dell’interrogatorio ha il suo punto di forza in una
sceneggiatura orchestrata alla perfezione. Una scrittura che rientra nella
migliore tradizione del dramma-suspense con l’aggiunta del kammerspiel (inevitabile, visto che l’azione si svolge quasi sempre
nello stesso ambiente) dove l’incalzare delle domande e delle risposte fa
crescere l’ansia in chi guarda trasformandolo in un vero e proprio thriller. Una
pellicola che fa dell’essenziale un’altra arma vincente: non un movimento di
camera che non sia necessario, musica solo sui titoli di testa e coda, mentre
luce che salta all’improvviso e rumori che provengono dall’esterno della stanza
dove si svolge l’interrogatorio rendono alla perfezione il senso di
straniamento e isolamento degli interrogati. Premiato in vari festival
indipendenti tra cui Malaga 2022 (Alberto Amman migliore attore), Kolkata 2022
(miglior film), Premio Feroz 2023 e Premio Gaudì 2023 (miglior sceneggiatura originale).
Un film godibile e credibile, anche nella parte finale. Al cinema.

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